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venerdì 19 giugno 2015

La Vita Oscena


Come vi abbiamo già accennato il nostro buon Dado è apparso nel film “La Vita Oscena” di  Renato De Maria nella parte di “Spacciatore Milano”, il film è tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Aldo Nove (Pseudonimo di Antonio Centanin). Il film è un viaggio visionario e psichedelico di un giovane con la passione per la poesia che si ritrovano orfano di genitori, dopo la loro morte attraverserà un periodo buio in un tunnel di vizio fra droga e sesso prima di trovare un'uscita.
Aldo Nove
Come la storia difficile del protagonista anche il film è stato molto travagliato, fin subito dal momento della ricerca di fondi, poi la presentazione nella sezione Orizzonti della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2014, non riuscendo a trovare distributori nell'ormai morto cinema italiano, oltre 9 mesi sono passati fino all’uscita nelle sale la settimana scorsa.
All’uscita il film è stato massacrato dalla critica, per quello che abbiamo potuto vedere De Maria è molto bravo come regista, si vede che sa fare il suo mestiere e forse meriterebbe di meglio, ma il suo problema sta nel legare le immagini, a volte psichedeliche e visionarie, alla storia, il volere copiare Lynch non sempre è funziona, se tu stesso non sei Lynch.
Oltre all’essere stato massacrato dalla stampa il film è passato inosservato presso il pubblico, nella prima settimana non è riuscito a ricucirsi uno spazio fra i 20 più visti, ed essendo in Italia essere fuori dai primi 20 è da leggersi come un grosso flop, difficile pure pensare che rientri dalle spese legate alla pubblicità, flop dovuto anche alla decisione di proiettarlo in giugno, mese che coincide con l'assenza di pubblico, che riempie le sale solo per il richiamo di grossi blockbuster made in Usa, stesso discorso per gli esercenti che uscendo da una brutta stagione sono costretti a scegliere su chi gli promette un ritorno economico.
Peccato per l’occasione persa, difficilmente potrete trovarlo ancora in giro. Ma un nostro complimento va al buon Dado e al suo “Spacciatore Milano”.

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